Raddoppio termini «in chiaro»

Secondo la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia con la sentenza 119/02/14 depositata il 25 febbraio 2014, la nullità dell’atto per un uso strumentale del raddoppio dei termini può essere rilevata d’ufficio dal giudice tributario in virtù del potere che la legge gli dà. La vicenda trae origine da una verifica fiscale nei confronti di una ditta individuale per gli anni d’imposta 2005 e 2006, dalla quale ne è discesa anche la denuncia penale per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.