Niente Detrazioni IVA e Deduzioni se la scheda carburanti è imperfetta

La completa e puntuale compilazione della scheda carburanti, nonché la sua sottoscrizione da parte dell’addetto alla distribuzione rappresentano condizioni imprescindibili per la deducibilità del costo di acquisto del carburante per autotrazione e per la detraibilità della relativa Iva, ciò a prescindere dalla contabilizzazione dell’operazione nelle scritture dell’impresa.

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CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE

 Ha pronunciato la seguente: Ordinanza                          

sul ricorso proposto da:

Agenzia  delle  Entrate, in persona del legale rapp.te  pro  tempore, domiciliata  in  Roma, via dei Portoghesi n. 12, presso  l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO che lo rappresenta e difende per legge;

                                                       – ricorrente –

                               contro

Real Edil s.p.a., in persona del legale rapp.te pro tempore;

                                                         – intimata –

per   la  cassazione  della  sentenza  della  Commissione  Tributaria Regionale della Campania n. 141/12/9 depositata il 29/3/2012; Udita  la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del giorno 20/3/2014 dal Dott. Marcello Iacobellis.

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

 La  controversia promossa da Real Edil s.p.a. contro l’Agenzia  delle Entrate  e’  stata  definita con la decisione  in  epigrafe,  recante l’accoglimento  dell’appello  proposto  dalla  societa’  contribuente contro  la  sentenza  della CTP di Salerno n.  238/1/2009  che  aveva respinto   il   ricorso   avverso   l’avviso   di   accertamento   n. (OMISSIS) per Iva, irap ed ires 2005. Il  ricorso  proposto si  articola  in  due motivi. Nessuna attivita’ difensiva  ha  svolto l’intimata.  Il  relatore ha depositato relazione  ex  art.  380  bis c.p.c.,  chiedendo  l’accoglimento  del  ricorso.  Il presidente  ha fissato l’udienza del 20/3/2014 per l’adunanza della Corte in  Camera di Consiglio.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

 Con   primo   motivo   la  ricorrente  assume  la insufficiente   e contraddittoria  motivazione  della  decisione  laddove  la  CTR   ha ritenuto  la  irrilevanza delle indicazioni numero di  targa  degli autoveicoli, numero dei km. Percorsi.La censura e’ infondata non ravvisandosi nel ragionamento del giudice di merito, quale risulta dalla sentenza, una obiettiva deficienza del criterio  logico  che  lo  ha condotto alla  formazione  del  proprio convincimento,  ne’  le  ragioni poste a fondamento  della  decisione risultino sostanzialmente contrastanti in guisa da elidersi a vicenda e da non consentire l’individuazione della “ratio decidendi”, e cioe’ l’identificazione del procedimento logico – giuridico  posto  a  base della decisione adottata.Con  secondo motivo la ricorrente assume la violazione del D.P.R.  n. 917  del 1986, art. 109, D.P.R. n. 444 del 1997, art. 1, e D.P.R.  n.633  del  1972,  art. 21, laddove la CTR ha ritenuto  non  essenziale l’indicazione  del  mezzo rifornito, del chilometraggio,  nonche’  la redazione del documento mensile di cui alla C.M. 205/98.

La  censura e’ fondata. Questa Corte ha gia’ affermato (v.  Cass.  n. 21941  del 2007 e n. 26539 del 2008) che la possibilita’ di  detrarre dall’imposta  dovuta  quella assolta per  l’acquisto  dei  carburanti destinati   ad   alimentare   i  mezzi  impiegati   per   l’esercizio dell’impresa  e’  subordinata  al  fatto  che  le  cosiddette  schede carburanti,  che l’addetto alla distribuzione e’ tenuto a rilasciare, siano  complete in ogni loro parte e debitamente sottoscritte,  senza che l’adempimento, a tal fine disposto, ammetta equipollente alcuno e indipendentemente  dall’avvenuta  contabilizzazione   dell’operazione nelle scritture dell’impresa”). Gli acquisti di carburante a mezzo di apposite carte di credito e di appositi contratti di somministrazione (c.d.  Netting),  non esonerano il contribuente dal comprovare,  con idonea  documentazione,  la  inerenza  del  costo  dell’acquisto  dei carburanti  all’esercizio  dell’impresa.  Ne  consegue  che   laddove la fatturazione  sia priva degli elementi che consentano  di  comprovare che  gli  acquisti dei carburanti si riferiscano ai beni  strumentali utilizzati  dalla  stessa,  va esclusa  la  deducibilita’  dei  costimedesimi. Tali principi non risultano applicati dal giudice di merito laddove  ha  ritenuto deducibili i costi per l’acquisto di carburante sulla  base del numero considerevole di autoveicoli e della quantita’ del carburante utilizzato. Consegue  da  quanto sopra la cassazione della sentenza impugnata  in relazione  al  motivo accolto ed il rinvio, anche  per  le  spese  di questo grado, ad altra sezione della CTR della Campania.

P.Q.M.

La  Corte  accoglie il secondo motivo di ricorso, rigetta  il  primo, cassa  la  sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese di  questo grado, ad altra sezione della CTR della Campania.

Cosi’ deciso in Roma, il 20 marzo 2014.

Depositato in Cancelleria il 14 aprile 2014