Le novità del Decreto Lavoro

La Camera ha dato il via libera definitivo al decreto lavoro: 279 i voti favorevoli, 143 contrari. Il provvedimento contiene le misure per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.
Ecco le Le principali novità introdotte dal decreto legge appena convertito in legge.

CONTRATTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO

Il contratto a tempo determinato può essere stipulato, per 36 mesi comprensivi di eventuali proroghe, senza l’indicazione di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo (le c.d. causali); nell’ambito dei 36 mesi non è possibile prorogarlo più di 5 volte, potendo solo prolungare, oltre la scadenza inizialmente fissata, la durata di un contratto a termine ancora in corso ed indipendentemente dal numero dei rinnovi;
Il datore di lavoro può stipulare contratti a tempo determinato nel limite del 20 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di assunzione ed è possibile per i datori di lavoro che occupano fino a 5 dipendenti stipulare almeno un contratto di lavoro a tempo determinato. Resta comunque ferma la possibilità per i contratti collettivi nazionali di lavoro, stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi, di individuare limiti quantitativi diversi per il ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato;
Il limite percentuale del 20 per cento non è applicabile ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati tra istituti pubblici di ricerca ovvero enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere in via esclusiva attività di ricerca scientifica o tecnologica, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e direzione della stessa. E’ stato inoltre stabilito che i contratti a termine che abbiano ad oggetto in via esclusiva lo svolgimento di attività di ricerca scientifica possano avere durata pari a quella del progetto a cui si riferiscono;

Un altro aspetto importante è le ipotesi di violazione del limite percentuale che il datore di lavoro ha nello stipulare contratti a tempo determinato, in questo caso si applica una sanzione amministrativa a carico del datore di lavoro, pari al 20 per cento della retribuzione per ciascun mese o frazione di mese superiore a quindici giorni di durata del rapporto di lavoro, qualora la violazione si riferisca ad un solo lavoratore assunto in eccedenza del predetto limite e pari invece al 50 per cento della retribuzione qualora la violazione si riferisca a due o più lavoratori assunti in eccedenza del predetto limite; Alle lavoratrici è inoltre riconosciuto il diritto di precedenza anche nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi, nonchè il congedo obbligatorio di maternità intervenuto nell’esecuzione di un precedente contratto a termine, concorra a determinare il periodo complessivo di prestazione lavorativa utile al diritto di precedenza

CONTRATTO DI APPRENDISTATO:

Il contratto di apprendistato deve contenere anche un piano formativo individuale delineato in forma sintetica, definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva e/o dagli enti bilaterali;
Viene fissata al 20 per cento la percentuale di “stabilizzazione” di precedenti apprendisti, fatta salva la possibilità per i contratti collettivi di individuare limiti diversi;
La formazione del lavoratore assunto con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere è integrata dall’offerta formativa pubblica. La regione debba comunicare al datore di lavoro, entro 45 giorni dalla comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro, le modalità di svolgimento dell’offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attività previste, avvalendosi anche dei datori di lavoro e delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili.
Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, che abbiano definito un sistema di alternanza scuola-lavoro e quindi i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da associazioni di datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale possano prevedere specifiche modalità di utilizzo del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, per lo svolgimento anche di attività stagionali;

I CONTRATTI DI SOLIDARIETA’:

Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali dovranno essere stabiliti criteri per la concessione del beneficio della riduzione provvisoria della quota di contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro. A decorrere dal 2014, vengono inoltre destinate a tale finalità risorse per 15 milioni di euro annui e viene fissata al 35 % la riduzione della contribuzione previdenziale per i datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà con riduzione dell’orario di lavoro superiore al 20%.
– si prevede, infine, che i contratti di solidarietà siano depositati presso l’archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro.

DURC (DOCUMENTO UNICO DI REGOLARITA’ CONTRIBUTIVA) E SEMPLIFICAZIONI :

Per giungere alla definitiva “smaterializzazione” del DURC (documento unico di regolarità contributiva), si prevede di realizzare un sistema telematico per verificare la regolarità contributiva nei confronti di Inps, Inail e Casse edili. Le modalità applicative della disposizione sono demandate ad un decreto ministeriale da adottare entro 60 giorni.

Infine, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, decorsi 12 mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, dovrà presentare una relazione alle Camere sull’utilizzo dei contratti a tempo determinato e dei contratti di apprendistato.