Frode carosello, la prova è del fisco

La detrazione dell’Iva non può essere negata all’imprenditore che acquista dalla cartiera se questa ha una parvenza di regolarità che prova la sua buona fede. Ciò secondo il principio generale per cui, nel caso di apparente regolarità contabile della fattura, dotata dei requisiti di legge, l’onere della prova grava sull’Ufficio, che deve provare sia gli elementi di fatto della frode, attinenti il cedente, ovvero la sua natura di cartiera, la inesistenza di una struttura autonoma operativa, il mancato pagamento dell’IVA come modalità preordinata al conseguimento di un utile nel meccanismo fraudolento e simili.  Questo è il principio espresso dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13787 del 17 giugno 2014.