Bilanci, invalidità al setaccio

Dati di bilancio poco chiari e precisi. Omesso rispetto del principio di veridicità e conseguente esposizione di dati contabili non rappresentativi della situazione reale. Mancato rispetto dei termini di deposito del progetto di bilancio prima della convocazione dell’assemblea dei soci. Sono queste le tre principali condizioni che possono legittimare la richiesta di invalidità della delibera di approvazione del bilancio. La questione è rilevante giacché può riguardare tutte le società che, entro lo scorso 30 aprile o (al massimo) entro lo scorso 30 giugno, hanno convocato l’assemblea per l’approvazione del bilancio 2013. Si crea la nullità, secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità, quando la delibera assembleare si approvi un bilancio che violi le norme che ne disciplinano la redazione. Sono invece considerate cause di annullabilità della delibera di approvazione del bilancio le eventuali violazioni di norme procedurali. Tuttavia, in caso di pronuncia di invalidità del bilancio passata in giudicato, gli amministratori hanno l’ulteriore obbligo di adeguare, sotto la propria responsabilità, il bilancio dichiarato invalido, rappresentando in maniera corretta e chiara la reale situazione finanziaria della società e l’effettivo risultato economico, nonché di ripristinare i diritti societari del socio che siano stati lesi (Tribunale Milano, sentenza 14 febbario 2011).