Investimenti, il rebus dei beni agevolabili

Ai fini della fruizione del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali previsto dal, D.L. 91/2014 che ha previsto il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, ai fini della fruizione bisogna individuare i beni agevolabili, in base al contenuto della divisione 28 della tabella delle attività economiche (Ateco), che produce l’effetto di escludere dall’incentivo l’investimento in beni che hanno funzioni simili a quelli inclusi della tabella agevolata. L’articolo 18 del D.L. 91/2014 ricalca la detassazione prevista dal D.L. 78/2009 (Tremonti-ter), la cui prassi ha mostrato i limiti e le complicazioni che derivano dall’individuazione dei beni attraverso un richiamo tassativo a un gruppo di attività economiche. Inoltre, posto che l’incentivo si quantifica in base all’eccedenza degli investimenti del periodo agevolato rispetto alla media dei cinque esercizi precedenti (calcolata escludendo quello con importo più elevato), i contribuenti dovranno ricostruire a ritroso, e per diversi anni, quali beni potevano considerarsi compresi, e quali no, nella voce 28.