Tasi, 14 giorni di tempo per il ravvedimento sprint

Rimediare agli errori sull’acconto in scadenza della Tasi. Il ravvedimento può essere fatto anche se è stato pagato meno del dovuto, magari a causa della complessità delle regole. Per i contribuenti chiamati a versare l’acconto Tasi oggi, 16 ottobre, a partire da domani, 17 ottobre è già tempo di “perdono”. Per gli omessi o insufficienti versamenti della Tasi, come anche per la Tari e per l’Imu, è possibile regolarizzare la violazione con il ravvedimento operoso, previsto dall’articolo 13 del decreto legislativo 471/1997, mentre la decisione di non applicare sanzioni è rimessa ai vari Comuni, che si sono sbizzarriti in fantasiosi regolamenti. Se le irregolarità vengono sanate spontaneamente, si potranno pagare le mini-sanzioni dello 0,2% giornaliero, se il ravvedimento è eseguito entro 14 giorni; del 3% se il ravvedimento è eseguito entro 30 giorni dalla violazione, o del 3,75% se il ravvedimento è eseguito entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione. In caso di ritardo di pochi giorni nei versamenti, il contribuente può perciò avvalersi del ravvedimento “sprint”, da fare entro 14 giorni dalla scadenza, con la sanzione ordinaria del 30% si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo. La misura varia dallo 0,2% per un giorno di ritardo, fino al 2,80% per 14 giorni di ritardo. Mentre per Il ravvedimento “sprint”, per sole sanzioni e interessi, può essere fatto anche entro 30 giorni nel caso di contribuente che ha pagato le sole imposte entro i 14 giorni successivi alla scadenza originaria.